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Biennale di Mdina 2023_Le dee perdute e ritrovate

Museo della Cattedrale di Mdina (Malta)

A cura di Rosanna Ruscio e Paolo Cortese

«È uno spazio breve che suggerisce l'infinito»: con queste parole Jean Grenier definisce il Mediterraneo. Con i suoi problemi e le sue innumerevoli risorse, il Mediterraneo è lì a ricordarci le sfide che dobbiamo affrontare e la necessità di salvare il pianeta attraverso la consapevolezza che è necessario il contributo di tutti.

Proprio per questo, sarebbe utile pensare, in occasione della Biennale di Medina (Malta), alle artiste che hanno visto nel Mediterraneo una metafora di un cambiamento di paradigma, la possibilità di evocare una rinascita. Il fatto che si tratti di artiste donne non va trascurato, soprattutto perché il tema del Mediterraneo negli anni tra gli anni ’70 e ’90, periodo in cui la maggior parte di queste artiste era molto attiva, sembrava avere un potenziale estetico marginale. I temi affrontati nelle loro opere sono i confini, le trame e le orditi, come metafora della vita, un’allegoria sull’idea di viaggio, scambio e memoria. Si tratta di opere d’arte di Dee che hanno perso e ritrovato la perennità del tema, di Dee riscoperte come testimonianza di un discorso attuale. 

@Museo della Cattedrale di Mdina

Piazza dell'Arcivescovo,
L-Imdina
MDN1061, Malta

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